Basilio Timpanaro, clavicembalo

Velletri (RM), Italia

Casa delle Culture e della Musica

6:00 PM

18.00 - Basilio Timpanaro, clavicembalo

Apollo e le Muse

Musiche da Hexachordum Apollinis (6 Arie con variazioni) di Johann Pachelbel (1653-1706) e Musicalischer Parnassus (9 Suites per il cembalo) di Johann Caspar Ferdinand Fischer (1656? – 1746)

J. C. F. Fischer
Uranie (suite IX, in re m)
Toccata -Allemande – Courante – Sarabande – Gavotte – Gigue – Rigaudons I & II –
Menuets I & II – Passacaglia

J. Pachelbel
Aria II con 5 Variazioni in Mi m (P.194)
Aria I con 6 Variazioni in Re m (P.193)

J. C. F. Fischer
Euterpe (suite VI, in Fa M)
Praeludium – Allemande – Air Anglois – Bourrée – Menuet – Chaconne

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J. C. F. Fischer
Calliope (suite II, in Sol M)
Ouverture – Balet Anglois – Gigue – Bourée – Menuet 1, Menuet 2

J. Pachelbel
Aria III con 6 Variazioni in Fa M (P.195)

J. C. F. Fischer
Polymnia (suite VIII, in Re M)
Harpeggio – Allemande – Menuet1, Menuet2 – Marche – Combattement – Air des Triomphans

J. Pachelbel
Ciacona in Re M (P.40)

Basilio Timpanaro, clavicembalo

Ingresso a biglietto 12 €
Ridotto 8 € per tessera AMRoC, SBCR, Associazione Memorai 900 e fino ai 26 anni
Gratuito fino ai 18 anni.

Due tra i maggiori compositori tedeschi per tastiera vissuti a cavallo tra la seconda metà del XVII e la prima metà del XVIII sec., dunque della generazione immediatamente precedente a J.S. Bach, furono Johann Pachelbel (1653 – 1706) e Johann Caspar Ferdinand Fischer (1656?- 1746). Entrambi mostrano nella loro musica i due influssi stilistici, quello italiano e quello francese, sostanziati comunque della tradizione contrappuntistica tedesca, che troveranno poi la perfetta fusione nell’opera del sommo Maestro di Eisenach. E per molti aspetti, cui accenneremo di seguito, le loro composizioni anticipano alcuni temi che verranno sviluppati da Bach.

Nato a Norimberga, Pachelbel può essere considerato uno dei massimi esponenti della scuola tastieristica della Germania meridionale; egli fu profondamente influenzato nella sua formazione dallo stile italiano, mediato appunto dai musicisti austriaci e della Germania meridionale, come il suo maestro K. Kerll (a sua volta allievo di Frescobaldi e di Carissimi). A queste influenze è probabilmente dovuta la cantabilità delle sue melodie, trattate sempre con grande eleganza, raffinatezza armonica e vivacità ritmica. Si tratta, insomma, di melodie ben lontane dai temi, piuttosto severi e quasi “impersonali”, tipici della scuola organistica del Nord; e, cosa sicuramente importante e nuova in quel tempo, le sue “Arie”, usate come base per le variazioni, sono create da lui stesso, mentre all’epoca era ancora diffuso l’uso di comporre variazioni su temi dati o canti popolari (un primo esempio di “aria” con variazioni “inventata” dall’autore, e quindi intitolata col suo proprio nome, è l’Aria detta la Frescobalda , per l’appunto di G. Frescobaldi).
Anche il suo modo di sviluppare le Variazioni non è particolarmente denso di dotto contrappunto (il suo tessuto contrappuntistico, vario e con piccole, libere imitazioni fra le voci, sembra piuttosto richiamare i “motivi complementari” di Sweelinck), e tuttavia risulta sempre interessante ed estremamente piacevole, attraverso l’uso di figurazioni ritmiche e disegni tipicamente tastieristici, via via più vivaci e virtuosistici. E’ proprio la prevalenza di queste figurazioni (spesso arpeggi e accordi spezzati e sincopati o in contrattempo, note ribattute) che ci porta personalmente a ritenere le variazioni dell’Hexachordum Apollinis più adatte e sonoramente efficaci al cembalo che all’organo.
Una delle caratteristiche, che fa di Pachelbel (come poi sarà ancor più Fischer) un precursore di Bach (con la cui famiglia egli fu a stretto contatto ad Eisenach), è l’esplorazione delle diverse tonalità, anche le più “lontane”, che porterà poi al bachiano clavicembalo “ben temperato”. Nell’Hexachordum Apollinis (ossia le “sei corde di Apollo”) le sei “Arie” si susseguono ascendendo diatonicamente dal Re al La e concludendosi con l’ “Aria Sebaldina” in Fa m (tonalità non molto usata nel ‘600), in cui l’ultima nota dell’esacordo, il Si b, compare in chiave. Molto più in là sulla via dell’ampliamento delle tonalità usate va Pachelbel con le sue 21 Suites del 1683, che si susseguono dal Do M al Si m, passando attraverso 17 tonalità successive e ponendolo così come importante precursore di Bach.

Più vicina allo stile francese è l’opera per tastiera di Fischer, che si suppone, infatti, possa aver soggiornato a Parigi dove avrebbe studiato con Lully. Che l’ipotesi sia vera o meno è comunque certo che Fischer ebbe una grande influenza nel diffondere lo stile francese in Germania, sia attraverso le sue Suites orchestrali (Le journal du printemps, op. 1, 1695) sia in quelle per clavicembalo. Secondo Gerber (Historisch-biographisches Lexikon der Tonkünstler, 1792), Fischer “era considerato uno dei migliori clavicembalisti del suo tempo, famoso per aver diffuso e fatto conoscere l’arte dell’ornamentazione [francese] in Germania”. Anche Carl Philipp Emanuel Bach conferma in una sua lettera del 1775 che suo padre, Johann Sebastian, aveva apprezzato e studiato le opere di Fischer.
Tra le sue opere per organo si ricorda l’Ariadne musica, una raccolta di pezzi (principalmente per manuale solo) in cui troviamo venti preludi e fughe che spaziano attraverso ben 19 tonalità, costituendo così, insieme alle già citate Suites di Pachelbel, il più importante antecedente storico del Clavicembalo ben temperato, che sicuramente Bach prese a modello; la figura di Arianna compare nel titolo proprio a simboleggiare la guida nell’insidioso labirinto delle tonalità “lontane”.
Lo stile cembalistico francese, già presente nelle suites op. 2 del 1696 (note come Musicalisches Blumen-Büschlein), è pienamente sviluppato soprattutto nelle 9 suites del più tardo e maturo Musicalischer Parnassus (Augusta, senza data, ma presumibilmente fine anni ’30), in cui ogni suite porta il nome di una delle nove Muse («le nove figlie dal grande Zeus generate: Clio e Euterpe e Talia e Melpomene,Tersicore e Erato e Polymnia e Urania, e Calliope, che è la più illustre di tutte.»
Esiodo, Teogonia), di cui Apollo era guida. Qui Fischer traspone per tastiera la suite orchestrale di balletto, aggiungendo o sostituendo alle tradizionali danze della suite tastieristica (Allemande, Courante, Sarabande, Gigue) non solo le tipiche danze galanti (Menuet, Gavotte, Rigaudon, Bourée, Passepied) ma anche la Chaconne, la Passacaglia, il Balet Anglois, il Rondeau, nonché brani descrittivi e di carattere come la Marche, il Combattement e l’Air des Triomphans, presenti nella suite Polymnia. Ogni suite è introdotta da un preludio, sotto diverse forme e titoli: Praeludium harpeggiato, Ouverture,Toccata, Tastada, etc.

Dopo essersi diplomato con lode in pianoforte e in direzione di coro, ha studiato Clavicembalo e Organo antico al Conservatorio di Rotterdam sotto la guida di D. Collyer, seguendo anche seminari e Master Class con Ton Koopman e Gustav Leonhardt, J. Christensen. Vincitore di una borsa di studio biennale del Governo Olandese, si è poi perfezionato con Siebe Henstra presso il Conservatorio di Utrecht, conseguendo il “Diploma Concertistico” di Clavicembalo.
Si è laureato con lode in Discipline della Musica, presso l’Università di Bologna, con una tesi sul Basso continuo nella musica italiana del Seicento; ha anche curato l’edizione moderna di alcune cantate di A. Scarlatti, custodite presso il Fondo Altieri di Noto.
Ha svolto attività concertistica con diversi gruppi, tra cui l’Orchestra Barocca Siciliana, “Les Elements”, lo Studio di musica antica “A. Il Verso” di Palermo, l’Ensemble “Elyma” di Ginevra, collaborando con alcuni fra i cantanti e strumentisti più affermati nel campo della musica barocca (ha anche eseguito in duo con il famoso cembalista A. Staier i concerti a due cembali di J. S. Bach), e partecipando ad alcuni tra i più importanti festivals europei di musica antica. Si è esibito da solista, oltre che in numerose stagioni e rassegne specializzate di musica antica, anche in stagioni di importanti associazioni concertistiche
Ha preso parte a numerose incisioni discografiche (tra cui l’integrale delle opere di C. Monteverdi sotto la direzione di G. Garrido), alcune delle quali hanno ottenuto prestigiosi riconoscimenti della critica internazionale: Diapason d’Or, Premio Vivaldi, Gran Prix du Disque . Un suo CD, con brani solistici di J. H. d’Anglebert, è stato pubblicato dalla casa discografica olandese Brilliant; un altro CD, con musiche di Mozart per cembalo a 4 mani, in duo con Rossella Policardo, uscito per l’etichetta Stradivarius, ha ottenuto il riconoscimento di Best of the Year 2016 dalla prestigiosa rivista American Record Guide.
Benché prediliga e privilegi, nella sua attività artistica, il ruolo di cembalista, sia come solista che come continuista, si dedica anche alla direzione al cembalo del grande repertorio strumentale e vocale barocco; tra le opere recentemente dirette: Les Plaisirs de Versailles di M. A. Charpentier (stagione dell’Ass. Musica antica “A. il Verso”) e, nel novembre 2014, La finta parigina di D. Cimarosa, per la stagione dell’Opéra de Paris.
Vincitore di concorso a cattedra, è titolare della cattedra di Clavicembalo e Tastiere storiche storiche presso il Conservatorio di Palermo. Ha tenuto vari corsi di perfezionamento di clavicembalo e basso continuo e seminari sulla Prassi esecutiva e la trattatistica della musica antica.

Venue Details

Casa delle Culture e della Musica Piazza Trento e Trieste
Velletri (RM), 00049
Italia